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Buongiorno a tutti. A nome di AIGA – Associazione Italiana Giovani Avvocati, Sezione di LECCE, che mi onoro di rappresentare, porgo il saluto a questa assise, al Presidente della Corte d’Appello, al Procuratore Generale, al rappresentante del Ministero, al Presidente ed al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, a tutte le Autorità intervenute.

Ho ascoltato con interesse le relazioni che mi hanno preceduto, così come ho ascoltato, con altrettanto interesse, gli interventi svolti giovedì scorso, in occasione dell’inaugurazione dell’A.G. dinanzi alla Corte di Cassazione, segnatamente quello del Primo Presidente Canzio, al quale, per la prima volta, anche AIGA è stata invitata a partecipare, presenziandovi con il presidente nazionale Michele Vaira.

Un segnale, questo, che è molto importante perché conferma l’esistenza di una nuova fase di dialogo di tutte le componenti istituzionali del settore giustizia, tra le quali – FINALMENTE – compare a pieno titolo anche la Giovane Avvocatura.

Ebbene, a distanza di un anno esatto dall’ultimo bilancio tracciato sul nostro mondo professionale, la realtà non appare sensibilmente modificata o tanto meno migliorata; è vero, il trend può considerarsi positivo, sotto più profili e più aspetti già connotati da un miglioramento ulteriore rispetto a quello tracciato ad inizio 2016: l’attenzione per i numeri posta dal nostro Ministero conferma, ancora, un’inversione di tendenza per quanto riguarda l’arretrato, specie nel settore civile, che diminuisce invece di aumentare pur in assenza di modifiche normative procedurali di particolare importanza. Segno, quindi, che il ricorso alla telematica, alle ADR, ad una migliore organizzazione del lavoro, dà i suoi frutti e invita a porre ulteriori elementi di miglioramento che, a tutt’oggi, sono allo studio ed al vaglio di tutte le componenti istituzionali.

Non possono sminuirsi i segnali di progresso che, nel complesso, si riscontrano come, ad esempio, la rinnovata attenzione verso la condizione carceraria e l’affermazione dei diritti del detenuto a poter scontare la propria pena nel rispetto dei canoni imposti dalle convenzioni internazionali, il riconoscimento delle nuove, ma già ampiamente presenti nel nostro tessuto sociale, forme di unione familiare (unioni civili, convivenze di fatto etero ed omosessuali) ottenuto con il Decreto Cirinnà dello scorso marzo, o la ribadita importanza della Dichiarazione dei diritti in Internet del luglio 2015, della quale, solo una settimana fa, l’AIGA ha sposato integralmente i principi sottoscrivendo la cd. Carta di Treviso quale manifesto della giovane avvocatura per l'impegno alla tutela dei diritti nella Rete, sono tutte iniziative che hanno visto l’AIGA impegnata in primo piano, con un contributo fattivo ampiamente riconosciuto ed apprezzato e che collocano il nostro Paese in un contesto europeo e internazionale assolutamente adeguato all’evolversi della società. Accanto a tali aspetti positivi, però, restano ancora dei punti oscuri, degli ostacoli alla agognata sincronia della macchina giudiziaria, ancora troppo spesso inceppata da cattive abitudini o normative poco organiche.

In tal senso, vale la pena di ricordare il riferimento che lo stesso Presidente Canzio ha voluto rimarcare, stigmatizzandolo, ai processi mediatici ed alle fughe di notizie che, nell’odierna società - così profondamente condizionata dalla immediata diffusione di notizie, troppo spesso limitate ad un superficiale “tweet” - assumono essi stessi il ruolo di pena anticipata, di condanna immediata ed irrimediabile, di fatto slegata da un necessario approfondimento dei fatti che ne sono alla base, in un crescendo incontrollato che un sistema giudiziario maturo e serio non dovrebbe consentire, perché ne costituisce la chiara e lampante negazione.

Un fenomeno, questo, che impone un richiamo a responsabilità di tutte le componenti del sistema giustizia, ivi compresa la magistratura, che pure – e forse non a caso – oggi appare in larga parte arroccata su posizioni molto distanti da quelle della politica, forse come mai era accaduto, quanto meno nel recente passato. Un arroccamento sintomo di una difficile disponibilità, quanto meno di una parte della magistratura, ad accettare anche solo l’ipotesi di un riposizionamento generale che, in tempi di grandi modificazioni sociali, deve poter toccare anche questa categoria.

A tale necessità di accettare il riposizionamento sociale non deve essere estranea, ovviamente, anche l’avvocatura, che da sempre ne ha subito – per il vero – le conseguenze sulla base di decisioni troppo spesso prese da altri, e raramente partecipate. Oggi questo pericoloso costume sembra aver perso attualità: il 2016 è stato l’anno in cui l’avvocatura si è riorganizzata, ha dato vita ad un nuovo proprio organo esecutivo politico ed è al lavoro per far sì che esso possa operare nel rispetto di tutte le sue componenti, ivi comprese quelle associative, in nome di un’unità che, fino a ieri, era mancata, per ragioni in gran parte ascrivibili a se medesima. L’attuale assetto è ben lontano dall’essere perfetto, ma è comunque un passo verso la possibilità di riaffermare quel ruolo di interlocutore serio delle parti del sistema giustizia, che le spetta di diritto.

Il 2016 è stato l’anno in cui l’AIGA ha avviato e portato avanti importanti battaglie, che devono ancora trovare completamento, ma davanti alle quali certamente essa non arretra: un accesso all’albo dei cassazionisti che non si traduca in un dispendioso percorso ad ostacoli, imposto a coloro i quali avevano iniziato quel percorso sotto la vigenza di regole diverse; un percorso – già avviato in forma solenne con CASSA FORENSE all’ultimo Direttivo Nazionale di Treviso solo una settimana fa – per rendere ancora più equa la contribuzione previdenziale, parametrandola al reddito percepito e non a criteri oggettivi e, ancora oggi, troppo gravosi per troppi avvocati, risolvendo inoltre l’annosa disputa con la gestione separata dell’INPS, per far sì che i contributi versati a quell’ente non siano a fondo perduto, così come oggi è ancora, purtroppo; l’introduzione dell’equo compenso, strumento oggi al vaglio delle aule parlamentari – anche grazie al contributo scientifico di AIGA - di contrasto alla crisi economica e strutturale che da un decennio, ormai, toglie il respiro ad una larga fetta di professionisti che pure, con dignità e coraggio, continuano nell’esercizio di questa nobile ed insostituibile professione.

I problemi sul tavolo sono ancora tanti; le risposte sembrano a portata di mano, ma c’è ancora del lavoro da fare, che ha bisogno della collaborazione intellettualmente onesta di tutte le componenti della Giustizia. L’avvocatura deve essere pronta, l’AIGA lo è già. Non resta che rimboccarsi le maniche.

Grazie per l’attenzione e auguri di buon lavoro a tutti.

 

 

 

 

inps 200x150Raccogliamo la segnalazione di alcuni Colleghi, ai quali INPS ha destinato una missiva, con cui richiede il pagamento degli oneri contributivi relativi alla gestione separata per l’anno 2009, con relative sanzioni ed interessi. Ciò, sul presupposto che, non essendo il Collega iscritto, per quell’anno, a Cassa Forense, il versamento dei contributi debba necessariamente essere effettuato alla gestione separata INPS, in una sorta di iscrizione d’ufficio. Va rilevato che l’art. 18 comma 12 del D.L. 98/2011 (Legge Finanziaria 2011) prevede espressamente che “L’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, si interpreta nel senso che i soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo tenuti all’iscrizione presso l’apposita gestione separata INPS sono esclusivamente i soggetti che svolgono attività il cui esercizio non sia subordinato all’iscrizione ad appositi albi professionali, ovvero attività non soggette al versamento contributivo agli enti di cui al comma 11, in base ai rispettivi statuti e ordinamenti, con esclusione dei soggetti di cui al comma 11.

Piano regolatore Generale – variante urbanistica – decorso termini per l’istruttoria della variante – formazione provvedimento tacito di assenso.

Descrizione breve

Per le varianti urbanistiche ai Piani Regolatori Generali dei Comuni si applica la procedura semplificata della nuova legge regionale in materia di urbanistica: o la Regione si pronuncia entro 150 giorni o la variante si intende approvata positivamente.

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Fonti energetiche rinnovabili – impianto fotovoltaico – valori paesaggistici – compatibilità urbanistica – omessa dimostrazione seri indizi di naturalità dell’area – infondatezza ricorso

Descrizione breve

Qualora si contesti la legittimità del provvedimento di non assoggettabilità a V.I.A. di un impianto fotovoltaico è necessario dimostrare elementi seri e circostanziati circa la eventuale presenza di radicate tradizioni agroalimentari locali oppure di esigenze di tutela legate a forme di patrimonio culturale e paesaggistico. In mancanza, il ricorso promosso per l’annullamento del provvedimento di non assoggettabilità a V.I.A. è da intendersi infondato.

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